L’artista pugliese
– vive a Grottaglie in provincia di Taranto, cittadina nota per la ceramica artistica che qui viene prodotta –  caratterizza le sue opere immergendole in una realtà che conosce bene, quella rurale del Sud. Suoi sono i luoghi, le case bianche, le masserie, gli ulivi, la terra ma è soprattutto la luce protagonista delle sue tele. Il sole è il costante riferimento, è presente sempre anche quando, paradossalmente, il cielo è buio, notturno e stellato. Questo avviene soprattutto negli ultimi lavori che l’artista, nel suo sito,  inserisce in una categoria che ha denominato Fantasticars.
Arte Fantastica, è vero. In questo filone Caramia esprime in una visione “surreale” un universo parallelo ma non differente da quello “reale”.  Si prefigge il compito di ISOLARE, ponendo il tutto in un contesto simbolico e ideale, parti di un mondo a lui congeniale e familiare. Per proteggere quel suo mondo inventa isole, appunto. Isole minuscole, compresse, incontaminate e alte all’interno delle quali “innesta” il suo “regno” fatto di poche case bianche apparentemente disabitate se non fosse per una spontanea e inaspettata generazione di cuoricini, di fiori al posto delle inquinanti e fumose scorie che fuggono dai solitari comignoli industriali e da nuvole incandescenti che trasudano altri cuori pure loro carminii.
Nel mezzo di un mare sempre amichevole, placido e limpido, l’isola di Caramia, quella canonica composta da roccia, terra e vegetazione,  diventa, a volte, legno e corteccia, quella di enormi e vigorosi ulivi dai tronchi cavi dove, al loro interno, minuscoli paesi simili a presepi fuori stagione trovano riparo.
Non c’è nessun elemento ostile nelle composizioni, nulla che possa turbare l’armonia e la solennità della struttura dell’opera, anzi, molte volte elementi come lune appese a un visibile filo e, soprattutto, omini e sposini trasportati in volo da ombrelli spinti da una brezza impercettibile, richiamano alla memoria le coloratissime opere di Marc Chagall.

 

Illustrazione o pittura? Sia l’uno che l’altro ma, ovviamente,  a questo punto non è importante sapere a quale categoria appartengano le Fantasticars di Antonio Caramia, quello che conta è che la capacità tecnica, la brillantezza dei colori, la composizione e le atmosfere delle opere riescano a regalare sempre un sorriso e stupore a chi le osserva.

AltroAltrove.it ha conversato con  Antonio Caramia: vai all’intervista »

Antonio Delluzio