Il rosso carminio in netto contrasto con i toni freddi convivono esaltandosi a vicenda, incrociandosi, creando volumi, atmosfere ed emozioni nei volti e corpi che Annalisa Avancini dipinge.
La pittrice (nata nel 1973 a Trento), sferza la tela con pennellate decise e sicure, non si preoccupa dei particolari anatomici delle sue figure, per lei non sono indispensabili ai fini del messaggio. Affida alla materia stessa, al colore e alla direzione della corposa pennellata il compito di comunicare un’umanità nella quale specchiarsi.
Atteggiamenti, sguardi, atmosfere senza luogo nè tempo costringono l’osservatore a una riflessione. Ci si chiede quali possano essere i pensieri della bella “Judith”, del tormentato “Christian”, la triste “Tania”.

"Senza titolo" - Olio su tela, 100x120 cm

Ma è soprattutto trovandosi di fronte a “Senza titolo”  che si ha l’impressione di essere osservati e interrogati da uno sguardo accusatorio, profondo, che vuol scavare e scovare. La giovane raffigurata, dall’aspetto quasi androgino, è seduta per terra in una postura trincerata, autoprotettiva, che guarda dinnanzi a se costringendo chi a sua volta osserva il dipinto in un dialogo, intimo, personale, telepatico.

Altra caratteristica che non passa certo inosservata è l’assoluta assenza di elementi estranei alla persona umana. Nessun oggetto nelle sue composizioni, nessun orpello ridondante, solo corpi in pose studiate, ricercate ma anche naturali, quotidiane. Corpi e soprattutto volti, per lo più femminili, i cui sguardi, mai distratti o assenti, hanno sempre qualcosa da dire, da comunicare, un pensiero, un’emozione, una sensazione.

Annalisa Avancini per le sue opere trae costante ispirazione dal suo vissuto personale, dalle sue esperienze e, spesso, dalle persone a lei vicine studiando e rielaborando i tratti somatici rileggendoli in chiave intimistica.

Antonio Delluzio