Quanti di voi conoscono Sassocorvaro e la sua rocca quattrocentesca nel cuore delle Marche? E soprattutto, chi conosce la storia che vede coinvolta questa località durante i drammatici anni della seconda guerra mondiale?
E Pasquale Rotondi? E’ un eroe ai più sconosciuto (nato ad Arpino, in provincia di Frosinone, nel 1909 e scomparso a Roma nel 1991 investito da una moto) ma che merita di essere scoperto e ricordato per la sua impresa. E’ lui che dobbiamo ringraziare se migliaia di capolavori dei più illustri artisti che l’italia abbia mai avuto sono ancora nei nostri musei.

Non è mai stato un segreto che Hitler fosse un amante dell’arte (lui stesso è stato pittore prima di diventare famoso per i motivi che conosciamo) e nemmeno che avesse una particolare predilezione per le opere di artisti italiani, tanto che Mussolini gli donò, per compiacerlo, una serie di dipinti di epoca rinascimentale.
In ogni caso la guerra echeggiava intorno ai confini italiani e si ebbe paura che, semmai anche noi fossimo entrati nel conflitto, il patrimonio artistico potesse essere saccheggiato dai tedeschi o, peggio ancora, distrutto dalle bombe lanciate dagli aerei. Si convenne, allora, cercare una soluzione. Bisognava a tutti i costi portare via, nascondere in posto sicuro e lontano dai luoghi di battaglia, il maggior numero di opere. Il pesante fardello fu affidato dal ministro all’Istruzione Giuseppe Bottai e da Carlo Giulio Argan a Pasquale Rotondi, soprintendente trentunenne di Urbino.
Dopo una lunga ricerca Rotondi individuò la rocca ubaldinesca di Sassocorvaro (fatta erigere da Ottaviano Ubaldini nel XV secolo). La località sembrava abbastanza tranquilla e pensò che quella zona potesse essere di nessun interesse per l’invasore, oltretutto la rocca disponeva di grandi stanze asciutte e spesse mura fortificate che potevano garantire protezione al prezioso tesoro.
Ora che il ricovero era trovato si poté iniziare l’operazione di trasferimento delle opere.

Durante il trasporto delle casse all’interno del castello

Nel 1940, con una Balilla e con l’aiuto di un autista iniziò l’immane lavoro di trasloco. Tutti i dipinti delle più prestigiose firme delle Marche gli furono affidate e trasportate nella rocca nella più assoluta segretezza e, sebbene attorno alla costruzione vi fosse un anomalo movimento come casse di legno trasportate in ogni ora del giorno e della notte, il piano riuscì perfettamente e l’intera operazione venne denominata “Operazione salvataggio” e la rocca, per evitarne l’identificazione, ribattezzata “Il ricovero“.

Ormai la guerra minacciava anche l’Italia. Altre città come Roma, Milano, Venezia, i vescovi con le opere presenti nelle chiese e chiunque avesse dei capolavori da far proteggere dall’invasore, sapevano a chi rivolgersi. Si affidarono a lui finchè, a un certo punto, la rocca non bastò più costringendo il soprintendente a cercare nuovi luoghi sicuri che trovò nel castello di Urbino e nei sotterranei del Palazzo dei Principi di Carpegna.

E’ incredibile il numero di capolavori dei più grandi artisti di tutti i tempi che Rotondi, in pochissimo tempo, era riuscito a nascondere. Erano tutti insieme. Leonardo, Caravaggio, Botticelli, Perugino, Tiziano, Giorgione e altri ancora. Oltre 6500 opere.

La guerra entrò in Italia e le truppe tedesche arrivarono anche nel Montefeltro, fermandosi addirittura proprio a Sassocorvaro occupando i locali della Rocca e, a quel punto, Rotondi si sentì veramente in pericolo temendo anche per la sua famiglia.
Riescì a trafugare tutti i quadri dalle zone controllate dalle SS portandoli nella sua casa di campagna, dormendo addirittura con la “Tempesta” di Giorgione sotto il letto.
Se fosse stato scoperto sarebbe accaduto un vero disastro, non solo avrebbe perso la vita ma l’Italia non avrebbe avuto più il patrimonio artistico che il mondo intero ci invidia. Questo non avvenne.
E’ rimasto custode assoluto fino alla fine della guerra e poi? Per decenni ci si è dimenticati di lui almeno fino al 1984 quando l’allora sindaco di Sassocorvaro Oriano Giacomi ha scoperto la sua storia narratagli da un anziano uomo che all’epoca aveva aiutato a trasportare nella rocca le casse contenente i dipinti.

Pasquale Rotondi è un eroe del nostro tempo, e tutti noi dovremmo conoscere la sua storia perchè un avvenimento del genere non può e non deve essere dimenticato.

Rimane in Urbino fino al 1949, poi è soprintendente a Genova e dal 1961 al 1973 è direttore dell’Istituto Centrale del Restauro. Nel 1973 è consulente del Vaticano per il restauro della Cappella Sistina.

Rai Educational ha realizzato un film che racconta della sua impresa, “La lista di Pasquale Rotondi” di Giuseppe Saponara.

Grazie signor Pasquale Rotondi.

Antonio Delluzio